Happy Days e la Sindrome di Chuck Cunningham: cos'è e quando si verifica

La scomparsa improvvisa e senza motivazioni di un personaggio è una vera e propria patologia delle serie TV

Oggi vi parliamo di una patologia che ogni tanto colpisce le serie TV. Ci riferiamo alla Sindrome di Chuck Cunningham e adesso vi spieghiamo di cosa si tratta e quali sono gli esempi più celebri in cui si è verificata.

Tutto è partito da Happy Days. Una serie iconica, attualmente in onda su Spike (canale 49 del DTT, canale 26 di Tivùsat e canale 169 di Sky), che ha dato vita anche ad altre definizioni entrate a far parte del linguaggio televisivo, come “Il salto dello squalo”. Ma questa è un'altra storia.


Nei primi episodi compare un personaggio che non tutti ricordano. La famiglia Cunningham era composta dai genitori Howard e Marion e da tre figli: Richie, Joanie e Chuck. Sì, Chuck. All’inizio della serie è il fratello maggiore e ha un ruolo da mentore nei confronti del fratellino Richie. Il pubblico non ha però amato particolarmente questo personaggio e ha invece provato sempre più attrazione per Fonzie (Henry Winkler), d’altra parte innegabilmente irresistibile, che nella vita di Richie assume un ruolo simile. Nella prima stagione il poco popolare Chuck Cunningham è stato interpretato da Gavan O'Herlihy, attore irlandese oggi 66enne che in seguito si è fatto notare anche nel film fantasy anni ’80 Willow, nel ruolo di Airk Thaughbaer.

Il gradimento del pubblico verso il personaggio non è cresciuto nemmeno durante la seconda stagione, quando a vestire i panni di Chuck è stato chiamato un altro attore, Randolph Roberts. Gli sceneggiatori di Happy Days hanno così deciso di “far fuori” il personaggio e, da lì in poi, a lui non si fa più alcun riferimento. Howard e Marion parleranno quindi soltanto dei loro due figli Richie e Joanie, come se Chuck non fosse mai esistito.

In generale, con Sindrome di Chuck Cunningham nel mondo delle serie TV si intende quindi la scomparsa improvvisa di un personaggio, senza che venga data alcuna spiegazione, come potrebbe essere la sua morte o il suo allontanamento per un viaggio. Tutti gli altri personaggi invece continuano a vivere le loro vite come se niente fosse.

Un percorso inverso invece quello compiuto da Joss Whedon, che nella quinta stagione di Buffy l’ammazzavampiri ha a sorpresa inserito Dawn Summers (Michelle Trachtenberg), la sorellina della protagonista cui prima non si era mai fatto riferimento. In questo caso però c’è un motivo per giustificare tale inserimento, sebbene venga spiegato soltanto dopo alcuni episodi che hanno lasciato il pubblico della serie inizialmente disorientato.


Alla Sindrome di Chuck Cunningham è collegata la Sindrome di Fonzie, che fa riferimento al successo imprevisto di un personaggio all'inizio minore, che poi diventa una vera e propria star della serie. Com’è appunto capitato al magnetico Arthur Fonzarelli, a discapito del povero Chuck Cunningham.


Seguendo l’esempio di Happy Days, questa Sindrome ha poi colpito altre serie TV. Tra gli esempi più celebri ricordiamo il cugino biondo Oliver de La famiglia Brady. Qualcuno lo ricorda? Eliminata senza troppi complimenti anche April Curtis, il tecnico informatico di KITT che sostituisce la precedente collega nella seconda stagione di Supercar, e Max (Ed Alonzo), il proprietario del locale che fa da ritrovo dei protagonisti di Bayside School quando non sono al liceo.

Stesso sfortunato destino che ha segnato anche Judy Winslow, la più piccola dei tre fratelli Winslow, un personaggio secondario che appre nelle prime quattro stagioni di Otto sotto un tetto e poi dalla quinta la sua famiglia si comporta come se non fosse mai esistita.

In Italia questa sindrome è capitata nel 2010 alla soap Un posto al sole, con la cancellazione improvvisa e senza motivazioni del personaggio di Alfredo Benvenuto, interpretato da Mario Porfito.

La Sindrome di Chuck Cunningham ha colpito anche gli anime: è il caso di Banta Arano, personaggio comico presente nel cartone cult UFO Robot Goldrake, a un certo punto scomparso senza che sia stato fornito alcun motivo.

Foto d’apertura: Getty Images