Basic Instinct: Sharon Stone svela che dopo la prima proiezione ha schiaffeggiato il regista

L'attrice ha rivelato alcuni retroscena sul film che l'ha trasformata in un sex symbol mondiale

Sharon Stone è tornata a parlare di Basic Instinct, il film che l'ha trasformata in un sex symbol mondiale e sì, non ha mancato di raccontare qualche retroscena interessante riguardo alla scena più celebre e dicussa. Quella dell'accavallamento delle gambe.

L'affascinante attrice 63enne svela alcuni aneddoti inediti riguardo alla lavorazione di Basic Instinct, thriller diretto da Paul Verhoeven nel 1992 e interpretato insieme a Michael Douglas, nel suo nuovo memoriale The Beauty of Living Twice.

In un estratto dal libro anticipato da Vanity Fair, Sharon Stone rivela: “Dopo aver girato Basic Instinct, sono stata richiamata dentro per vederlo. Non ero sola col regista, come uno si potrebbe immaginare data la situazione, ma ero in una stanza piena di agenti e  di avvocati, la maggior parte dei quali non aveva niente a che vedere con la proiezione. In queste condizioni, ho visto per la prima volta la scena della mia vagina dopo che mi era stato detto: 'Non possiamo vedere tutto. Ho bisogno che tu ti tolga le mutande, perché il bianco riflette la luce e così sappiamo che le indossi'”.

Dopo la proiezione, l'attrice rivela di aver schiaffeggiato il regista Paul Verhoeven e di aver chiamato il suo avvocato Marty Singer per fare un'ingiunzione: “All'epoca una scena come questa faceva censurare un film. Era il 1992, non come oggi che vediamo peni eretti su Netflix. Marty mi disse che per il mio sindacato non era legale riprendermi in questo modo. Dopo la proiezione ho fatto sapere le mie intenzioni a Paul. Lui ha negato che avessi scelta, ero solo un'attrice, solo una donna. Che scelta potevo avere? Ma io avevo una scelta. Così ci ho pensato su e ho deciso di permettere che la scena restasse nel film. Perché? Perché era corretto per il film e per il personaggio e perché, dopotutto, l'avevo girata”.

In un altro estratto di The Beauty of Living Twice, Sharon Stone racconta inoltre: “C'era un produttore che mi ha condotto nel suo ufficio, dove aveva palline di malto al latte in un piccolo contenitore simile al cartone del latte che teneva sotto il braccio con il beccuccio aperto. Camminava su e giù per l'ufficio, con le palline che cadevano fuori dal beccuccio e rotolavano sul pavimento di legno mentre lui mi spiegava perché avrei dovuto fare sesso con la mia co-star per creare la chimica sullo schermo”.

Foto d'apertura: Getty Images