Woody Allen: la sua replica alle accuse della docuserie Allen v. Farrow

Attraverso un comunicato, il regista e la moglie Soon-yi Previn hanno detto la loro sulla serie

Ancora prima della sua messa in onda, la docuserie Allen v. Farrow aveva fatto parlare molto di sè. Poco dopo la trasmissione del primo episodio, ieri sera su HBO, Woody Allen ha deciso di dire la sua al riguardo.

La serie si propone il compito di indagare le accuse di violenza sessuale mosse contro Woody Allen da sua figlia Dylan Farrow, che ai tempi in cui si sarebbe verificato l'abuso aveva appena 7 anni, per cui il regista era già stato assolto negli anni '90.

La docuserie segue quindi la battaglia per la custodia tra il cineasta e la sua ex compagna Mia Farrow, il suo matrimonio con la figlia adottiva Soon-yi Previn, che ha 35 anni in meno di Allen, e gli eventi degli anni seguenti. Il tutto ripercorso secondo la versione dei fatti di Mia Farrow.

Dopo giorni di polemiche, è arrivato un comunicato ufficiale in proposito da parte di Woody Allen e della moglie Soon-yi Previn: “Questi documentaristi non hanno nessun interesse nella verità. Hanno invece trascorso anni a lavorare clandestinamente con i Farrow e i loro complici per mettere insieme un lavoro tagliato con l’accetta e pieno di menzogne. Woody e Soon-yi sono stati contattati dalla produzione solo due mesi fa e sono stati dati loro solo pochi giorni per 'rispondere'. Naturalmente, hanno deciso di non farlo. Com'è noto da anni, queste accuse sono del tutto false. All’epoca, diverse agenzie investigative hanno svolto le loro indagini e hanno stabilito che, qualunque siano le cose che Dylan Farrow è stata portata a pensare, nessun tipo di abuso sessuale è mai avvenuto. È triste, ma non sorprende nessuno, che il network che ha prodotto questa serie sia HBO, che ha accordi produttivi e un contratto in essere con Ronan Farrow. Anche se questa serie attirerà l’attenzione di molti, non cambierà comunque la realtà dei fatti”.

Foto d'apertura: Getty Images