Marvel: Natalie Portman, Francis Ford Coppola e Bret Easton Ellis intervengono nel dibattito

La “guerra” sui cinecomics Marvel prosegue

Martin Scorsese ha sollevato un autentico polverone. Con le sue dichiarazioni polemiche nei confronti dei cinecomics Marvel ha aperto un dibattito che sta dividendo il mondo del cinema in due fazioni.

Tra chi sostiene la teoria del regista di Taxi Driver e dell'atteso The Irishman, che ha dichiarato che i film Marvel “non sono cinema”, c'è Francis Ford Coppola. Nel corso di un incontro con la stampa a Lione, in Francia, il regista di Apocalypse Now e della trilogia de Il padrino ha affermato: “Quando Martin Scorsese dice che i film Marvel non sono cinema ha perfettamente ragione: dobbiamo imparare qualcosa dai film, dobbiamo ricevere qualcosa da loro, un’illuminazione, della conoscenza, ispirazione. […] Non mi risulta che si riesca a ottenere qualcosa di più rivedendo lo stesso film ancora e ancora in continuazione. […] Martin è stato gentile a dire che non è cinema. Non ha detto che sono spregevoli, cosa che invece dirò io”.

In difesa della Marvel si è invece schierata Natalie Portman, interprete di Thor e Thor: The Dark World che, dopo un breve cameo in Avengers: Endgame, sarà anche la protagonista principale del nuovo Thor: Love and Thunder.


L'attrice premio Oscar, in un'intervista rilasciata a The Hollywood Reporter, ha dichiarato: “Penso ci sia spazio per tutti i tipi di cinema. Non c’è solo un modo di fare dell’arte. Credo che i film Marvel siano così popolari perché sono davvero divertenti e intrattengono parecchio, e le persone hanno bisogno di intrattenimento quando hanno del tempo libero dopo il lavoro o dopo aver affrontato le difficoltà della vita reale”.

C'è poi anche chi ne ha per tutti, come lo scrittore Bret Easton Ellis. Durante la conferenza stampa che ha tenuto alla Festa del Cinema di Roma, l'autore di American Psycho e Le regole dell'attrazione ha detto: “Francis Ford Coppola ha 80 anni e i suoi migliori film sono stati fatti 40 anni fa. Naturalmente non gli piaceranno i film della Marvel perché hanno soppiantato quelli che erano i suoi sogni, quelli di costruire una comunità artistica Hollywood in questo mondo capitalista. Il padrino è un esempio di questo, un lavoro artistico che poteva avere successo al botteghino. Anche i film della Marvel sono dei sogni. C'è qualcosa di molto snob quando si criticano i film Marvel. Alla gente piacciono, c'è qualcosa che attrae, piacciono a persone in tutto il mondo, ma mi sembrano molto blandi, conformisti, molto conservatori. Sono film che parlano di miliardari che gestiscono il potere. Non è un mondo democratico, ma alla gente di tutto il mondo piacciono tantissimo”.

Sul cinema prodotto dai Marvel Studios, Ellis ha infine aggiunto: “Non è arte: non dipende dal regista, se i registi sono troppo personali vengono cacciati. Vorrei vedere altri tipi di film. Oggi c'è uno studio da cui dipende tutto, la Disney. Saranno loro a decidere tutto. È il futuro del cinema americano. E questo fa un po' paura”.

La guerra, pardon la discussione, resta quindi aperta.

PH: Getty Images