I cavaliere del re, la clamorosa confessione del cantante: “Mai amato i cartoni”

Riccardo Zara, il fondatore del gruppo autore delle sigle di Lady Oscar e Yattaman, spiazza tutti

Con il suo gruppo, I cavalieri del re, ha scritto e cantato alcune delle sigle italiane più celebri, eppure a lui i cartoni animati non sono mai nemmeno piaciuti. Ebbene sì. La clamorosa rivelazione è stata appena fatta da Riccardo Zara.

A mettere su la band è stato proprio lui. Riccardo Zara era già un musicista e autore, che tra l’altro aveva inciso la sigla italiana della serie TV australiana Woobinda, e nel 1981 decise di fondare I cavalieri del re per realizzare la sigla del cartone La spada di King Arthur. Insieme a lui nel gruppo c’erano anche sua moglie Clara Maria Teresa Serina, il loro figlio Jonathan Samuel Zara, e la sorella minore di Clara, Guiomar Serena Serina, più il batterista Walter Scebran.

L’anno seguente arrivò il loro primo grande successo, con la storica sigla di Lady Oscar, che arrivò a sfiorare il milione di copie vendute e che segnò più di una generazione di spettatori. In seguito hanno inciso altre sigle celebri, come quelli di Kimba, il leone bianco (attribuito a La mamma di Jonathan), Sasuke, L'Uomo Tigre (attribuito al solo Riccardo Zara), Coccinella, Lo specchio magico, La ballata di Fiorellino, Chappy, Devilman, YattamanGigi la trottola e molte altre. Vi segnaliamo che Yattaman e Gigi la trottola sono disponibili in streaming on demand gratuito qui sul nostro sito, insieme ad altri imperdibili anime, come lo spassoso Tutor Hitman Reborn!.

In una nuova intervista rilasciata a Repubblica, Riccardo Zara ha raccontato: “Dall'Uomo Tigre a Lady Oscar, da Devilman a Gigi la Trottola, mi fa molto piacere che ancora oggi siano ricordate”. Dopodiché l’inaspettata confessione: “Iniziammo nel 1981, anche se io non ho mai amato i cartoni animati e non li ho mai guardati. Ho sempre provato a scrivere canzoni vere, non melodie per bambini”.

Riguardo alla sigla di Yattaman, ha inoltre ricordato: “In origine il pezzo si chiamava ‘Tommy e Huck’ e doveva essere usato per un cartone tratto da Mark Twain. Poi la casa discografica, la RCA, mi chiese di adattarlo a una storia di robot quasi comica. Ma, come sempre accadeva, come elementi di ispirazione avevo solo una breve sintesi di descrizione della trama. Così dovetti inventare e nacque Yattaman”.

PH: Yamato Video